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INGIUDICABILE

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Cito dall'articolo di BARBARA SPINELLI da LA STAMPA del 22-06-2008: «E' anomalo il conflitto di interessi. E' anomalo che un governante controlli tutte le TV private e, se è al potere, anche le pubbliche. E' anomala la naturalezza con cui, quando è Premier, cura i propri interessi e fabbrica leggi che gli evitino i processi. E' anomalo il fatto che continuamente si indaghi su di lui per corruzione, anche di giudici».
 
«Un'opposizione così impaurita di sé, così ansiosa d'apparire dialogante e conciliante, si vede di rado nelle democrazie (...) Un'opposizione all'inglese non avrebbe esitato a indagare su Schifani -dopo le rivelazioni di Abbate e Travaglio- scoraggiando la sua nomina a presidente del Senato. Non avrebbe esitato a denunciare le bugie sulla cordata italiana pronta a comprare Alitalia (...). Avrebbe alzato una bandiera contro il reato di immigrazione clandestina, il divieto d'intercettazione per crimini tutt'altro che minori, le leggi che sospendono un numero enorme di processi (compresi i processi a Berlusconi)».
 «L'opporsi in sé viene abbandonato, come qualcosa di cui ci si vergogna, che sveglia un fantasma gradito: il proprio».
 
Il Disegno Di Legge BLOCCA PROCESSI (non a caso detto SALVA-PREMIER) è anticostituzionale e viola gli articoli 3 e 111 della Costituzione:
 
Articolo 3: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
Articolo 111: La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge.

Leggi questa bella scritta quando entri in tribunale e ricordati che vale pure per te. Chi è innocente lo dimostri, sennò hanno fatto la galera apposta. Sei salito al potere sbandierando giustizia e legalità... E adesso blocchi 100.000 processi per reati sotto i 10 anni (sono il 95% dei processi totali, fonte Associazione Nazionale Magistrati), tra cui anche i tuoi. Tra questi si ricordano: sequestro di persona, stupro, rapina, furto in appartamento e con strappo senza dimenticare l’omicidio colposo, i maltrattamenti in famiglia e le molestie. L'elenco continuerebbe a lungo. Complimenti.

 

GOMORRA

Ritratto di una Scampia vessata dalla malavita organizzata, Gomorra svela mentalità e meccanismi di una comunità allo sbando. La pellicola di Garrone estrapola dal libro di Saviano 4 storie, le intreccia e le mischia fino a creare un tutt'uno aggrovigliato, quasi confuso, metafora di quanto possa essere difficile comprendere i meccanismi che regnano laddove è la Camorra a regnare.
 
Giovani aspiranti gangster, discariche abusive, faide e sfruttamento di manodopera: i temi più pressanti dei nostri giorni ci sono tutti, affrontati con realismo crudo e quantomai necessario. Non c'è spazio per la compassione, per i sentimenti ostentati, per la retorica: la (mala)vita va avanti. L'amicizia è un valore fragile, troppo relativo, accantonato in un angolo quando occorre fare i conti con la guerra tra clan.
 
Con uno stile da documentario (riprese a mano, soggettive, piani sequenza e movimenti di macchina) il regista ci sbatte in faccia una realtà assurda, caotica, consentendo allo spettatore una non facile immersione in un mare troppo sporco. Da segnalare alcune citazioni esplicite tratte da Scarface: Marco e Ciro, delinquenti self-made, emulano pistole in mano le gesta del mitico Tony Montana, fornendo allo spettatore la tragica conclusione che a Scampia, tra finzione e realtà, non c'è distanza. La vicenda di Marco e Ciro chiude il film: sollevati su una ruspa che avrà il compito di sotterrarli per sempre, diventano eroi e antieroi di un paese che abbandona i suoi giovani ad un destino di povertà e follia: l'ultima estrema elevazione, un grido d'aiuto quasi, prima che Scampia venga dimenticata e seppellita per sempre.

 

Pubblieuro, l'avventura continua...

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La Pubblieuro under 21 è come una bella donna: lunatica. Cade e si rialza, affonda e riemerge, precipita e decolla. Umiliata da avversari di caratura inferiore, ferita come una gazzella inseguita può ferire un leone. Dubito che una gazzella sia capace di ferire un leone, ma la Pubblieuro è proprio questa: sa farsi del male da sola.
 
Questa squadra però non assomiglia tanto a un leone, quanto piuttosto a una creatura mitologica, a una di quelle che hanno tante facce, alcun belle e altre brutte. La Pubblieuro non è solo un leone masochista: è un camaleonte impazzito che, quando vuole, sa tirare fuori il suo lato migliore.
 
I fatti dicono più di mille metafore: sconfitti 6-1 e 4-0 alla terzultima e penultima di campionato, direttamente ai playoff solo grazie alle disavventure di chi seguiva. Poi quest'ultima, incredibile vittoria che non cambia le carte in tavola in vista della fase successiva, ma che rappresenta una ventata di aria fresca in una stanza chiusa, viziata.
 
15 a 13, una valanga di gol ed emozioni. In quel di Bardonecchia, non riusciamo proprio a smentire la nostra ESSENZA EPICA: andiamo sopra di 3 gol, ma dilapidiamo tutto in 40 secondi (non è facile prendere 3 gol in 40 secondi ma anche questa è, a suo modo, un'impresa epica); nella ripresa andiamo sopra di 2, ma ci raggiungono, poi vanno sopra loro e poi...
Poi non mi ricordo. Abbiamo rischiato di soccombere talmente tante volte che non ricordo nemmeno l'ordine delle segnature. Un po' perché le nostre partite non seguono un filo logico, un po' perché ero in campo e la foga agonistica non mi ha permesso di registrare perfettamente l'ordine delle reti.
 
Ricordo bene che perdevamo 13-11 a 7' dalla fine. Poi pam, pam, pam e pam. Partita a gambe all'aria, dalle stalle alle stelle. Ricordo anche IL MIO GOL, era ora. Non segnavo da tanto, ho segnato con un gol non da me, mi sono stupito da solo. Che ORGASMO. Vinciamo noi di 2. Il Bardonecchia esce dai playoff (un vero peccato, sono una grande squadra), Ciriè ci ringrazia. Ai playoff ci andiamo noi, a giocarci l'accesso alla finale contro i detestati Bassotti. Non ci va l'Aymavilles, che un paio di domeniche fa si chiedeva come fosse possibile che noi fossimo «così in alto», mentre ci prendeva a pallettate.
 
Ai PLAYOFF ci andiamo noi. Sono felice, abbiamo disputato un grande campionato e raggiunto uno storico obiettivo: il bello viene adesso però... Finalmente sapremo se il camaleonte impazzito saprà tramutarsi in spietato leone.
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